Eventi in Programma

X Biennale di Socino, a Marco

24 agosto 2019 – 29 settembre 2019

Rocca Sforzesca – via Guglielmo Marconi, 26029, Soncino (CR)
sabato, domenica e festivi: 10.00-12.30 / 14.30-19.00

Ex Filanda Meroni – via Carlo Cattaneo, 26029 Soncino (CR)
sabato: 15.00-19.00 // domenica: 10.00-12.30 / 15.00-19.00

Museo della Stampa – via Lanfranco 6, 26029, Soncino (CR)
dal martedì al venerdì: 10.00-12.00
sabato, domenica e festivi: 10.00-13.00 / 15.00-19.00

MACBUS Museo d’Arte Contemporanea Bosco Urbano Soncino
orario continuato

Nata nel 2001 nel cuore di Soncino, la “Biennale di Soncino. A Marco” si pone come espressione del territorio: è dedicata a un suo giovane cittadino, Marco Grazioli, con la vicinanza di chi rappresenta la collettività, il Comune. Con questo atto artistico Demis Martinelli riuscì  a trasformare un dolore, un lutto, in una circostanza in cui andare oltre: un esempio perfetto di resilienza. 
La Rocca, cuore dell’esposizione, è un luogo affascinante, evocativo, ma frammentario, che si offre con difficoltà all’arte contemporanea: sotterranei bui, spalti aperti alle intemperie, torri poco accessibili, vaste corti e mura possenti, spazi in cui non è possibile intervenire in modo massiccio e in cui ogni fatto artistico deve necessariamente essere incisivo ma, al tempo stesso, labile ed effimero, per rispettare la storia del luogo. Queste complicazioni hanno reso ogni allestimento e pianificazione della collettiva ivi realizzata una sfida.
Eppure i fondatori dell’evento, Demis Martinelli scultore e Pietro Sporto artista, sapevano che solo la Rocca avrebbe potuto essere il luogo appropriato in cui rendere giustizia all’amico disegnatore Marco Grazioli, scomparso improvvisamente. Chiamarono perciò compagni artisti di Marco e li invitarono ad esporre proprio lì. Era il 2001. Fu subito manifesto il desiderio di lasciare il segno: la Biennale ebbe un catalogo, progettato da Giordano Bottelli, con un testo di Silvia Pedretti.
L’esperienza si ripetè due anni dopo, nel 2003: Demis e Pietro si ritrovarono con gli amici della prima edizione, aggregando altre personalità, come Alec Von Bargen, che firmò un testo. Col trascorrere del tempo Martinelli e Spoto cominciarono a comprendere le potenzialità della Biennale, la forza del suo messaggio, a Marco, che, da personale ed intimo, stava diventando condiviso: un’emozione diffusa, che avrebbe potuto giungere lontano. La stessa Soncino, borgo medievale ricco di storia nonchè città natale di Piero Manzoni, si stava aprendo alle sperimentazioni contemporanee. Per la III Biennale, perciò, chiamarono altri artisti per l’esposizione ed altri professionisti per l’organizzazione: la Fondazione Mudima di Milano, Elena Gipponi come curatrice e critica d’arte e Mario Apone, che con Pietro realizzò il catalogo.
Nel 2007 venne riproposta l’esperienza della divisione tra direzione artistica (Demis) e curatela, che fu affidata a Michela Rossi e Francesca Fiorella. La Biennale avveniva ancora interamente in Rocca, ma le richieste degli artisti interessati a partecipare e le espressioni eterogenee che apparivano lasciavano presagire che qualcosa sarebbe dovuto cambiare.
La V Biennale segnò il vero e proprio decollo della manifestazione, destinata a crescere vertiginosamente come il numero degli artisti coinvolti, degli spazi espositivi, del team organizzativo e dei visitatori. La cura dell’evento fu assegnata all’Associazione Culturale Quartiere 3, fondata a Castelleone dallo scultore Giacomo Stringhini Ciboldi e di cui lo stesso Martinelli faceva parte. Il Comune di Soncino, nel frattempo, aveva riqualificato con un intervento di restauro l’Ex Filanda Meroni, accanto alla Rocca. La sala espositiva fu proprio inaugurata dalla Biennale del 2009, che iniziò ad espandersi nel borgo e ad occupare nuovi spazi oltre alla Rocca. Inziò anche ad arricchirsi il programma culturale con concerti e performance teatrali.
Nel 2011 la stessa Quartiere 3 aveva guadagnato nuove presenze: artisti, architetti, docenti di storia e appassionati. Oltre a Stringhini Ciboldi, Martinelli e Natalia Vecchia (autrice dei testi) ricordiamo: Cinzia Albergoni, Angelo Barbisotti, Ciro Bergonzi, Barbara Martini, Matteo Tosoni e Benedetta Zuccotti. Quartiere 3 incominciò ad utilizzare per la Biennale la formula del bando di partecipazione con selezione, ampliando l’accesso all’evento ad artisti provenienti da tutto il mondo. Gli iscritti furono moltissimi e si individuarono ulteriori spazi per la collettiva: la Sala della Ciminiera della Filanda e la Casa degli Stampatori in collaborazione con Museo della Stampa e Pro Loco, per una sezione dedicata all’incisione contemporanea. Q3 si rivolse inoltre alle scuole superiori del territorio per offrire agli alunni esperienze di stage come guide.
Intanto lo Spazio Soncino di Luigi Cazzaniga si affiancava alla Biennale con la collettiva “Artisti Americani e non”, il primo Fuori-Biennale. La Biennale assunse in modo definitivo i connotati tipici con i quali è, ai più, conosciuta: presenza capillare nel borgo, grande numero di artisti e incessante presenza di visitatori.
Era il 2013: Quartiere 3 individuò nel Bosco Urbano il luogo perfetto da destinare alla street art, mentre i Fuori-Biennale del Parco del Tinazzo, delle Officine dell’Arte, dello Spazio Moro, dell’enoteca I 5 frati, dei ristoranti Cicero e Molino San Giuseppe, si aggiungevano allo Spazio Soncino. Sempre più chiaro era l’obiettivo di portare l’arte contemporanea e, con essa, il nome e i disegni di Marco, ovunque. In quest’occasione la Biennale cooperò con l’Associazione Asilo dei Creativi di Meano, il Comune di Corzano e avviò un gemellaggio con l’Australia attraverso vari enti.
La novità principale dell’VIII Biennale del 2015 fu l’apertura di una sede a Cremona, presso Palazzo Stanga, che ospitò una collettiva nata dall’intesa tra AleArt e Quartiere 3, con il patrocinio della Regione Lombardia. A Soncino aprirono altri due Fuori-Biennale: Civico 3 e La Ridulada.
La IX Biennale del 2017 fu l’ultima edizione curata da Quartiere 3. In Soncino si inaugurarono cinque spazi nell’area della Villa Rossa, un’installazione lungo Via della Valle e tra i satelliti il Chinaski Libri e Caffè, il Ristorante La Pedrera e El Baritì. Altre due collettive, una a Casalbuttano e una a Soresina, completarono il ricchissimo panorama dei Fuori-Biennale.
Ma torniamo al presente... X Biennale di Soncino. A Marco
X è un crocevia che ci riporta ove tutto ha avuto inizio. E’ Demis a riprendere le fila del progetto e a curare un’edizione con artisti da lui scelti in spazi che genereranno un intervento permanente nel tessuto della città: Rocca Sforzesca, Ex Filanda Meroni, Museo della Stampa, Piazza Piero Manzoni, Piazza del Comune, Portico Rosso e il Bosco Urbano, che da questa edizione assumerà il titolo definitivo di MACBUS - Museo Arte Contemporanea Bosco Urbano Soncino. Il catalogo avrà il peso di un libro d’arte.
I Fuori-Biennale, ancora in crescendo, saranno dislocati dagli spazi più conosciuti del borgo alla Filanda Pregiata e al DAV di Soresina, fino alla Galleria Colossi Arte di Brescia.
Assoluta novità della X Biennale è il prestito della Fondazione Piero Manzoni, poichè sarà esposta un’opera del grande artista soncinese. E’ in progetto, inoltre, una sezione dedicata alla memoria di Roger Webber, Marco Grazioli e Pippa Bacca.
Vi aspettiamo!

Biennale Piazzola sul Brenta

28 giugno 2019 – 30 novembre 2019

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